n° 4 - aprile 2012
Enrico Gatta

Sarà un benefico effetto della crisi, fatto sta che le belle poesie non mancano e, per quanto riguarda altri generi letterari, si scopre che il romanzo, ad esempio, tante volte dato per morto, vive uno straordinario revival. Per dare una risposta alla sorpresa, può essere interessante volgersi indietro e guardare ad esperienze passate, come Margherita Pieracci Harwell fa in questo numero di Infinite Tracce approfondendo i rapporti tra Ernst Bernhard, il medico che ha introdotto il pensiero e la pratica analitica di Jung in Italia, e un gruppo di amici trasferitisi, più o meno a partire dalla fine degli anni Cinquanta, da Firenze a Roma: Cristina Campo, Gabriella Bemporad e Gianfranco Draghi. Proprio di Cristina Campo è uscito poche settimane fa da Adelphi un nuovo volume dell’epistolario, anche questo a cura di Pieracci Harwell.«Il mio pensiero non vi lascia» recita il titolo e dice agli amici fiorentini Cristina ormai insediatasi a Roma. Colpisce, tra le tante preziosità contenute nelle lettere, la vicenda di questa donna assillata dalla malattia, costretta di frequente a notti insonni, inchiodata dal male al punto di essere spesso «nell’impossibilità di far buon uso del tempo». Sente di non avere niente alle spalle e nessun futuro; sente su di sé, come un sinistro uccello, «un’assenza che trapassa il cuore come una spada». In condizioni tanto difficili, fiorisce la scrittura. Lo spiega molto bene già una lettera del 1943, posta come a introduzione del volume, nella quale la giovanissima Vittoria – era questo il suo vero nome – confida al padre la paura provata nel non vederlo rientrare in casa una sera. Erano giorni di saccheggi, di bombardamenti; giorni dominati da un senso di rinuncia a tutto, anche al futuro. Eppure una ragazzina, già minata da un grave vizio cardiaco, oltrepassa “la linea d’ombra” e capisce che tutto non è ancora perduto, che si può ancora sentirsi vivi. «Papà – promette – non dubitare: scriverò, scriverò bene». E questo fu l’impegno di una vita.

Sullo sfondo: Cosmorhaphe (IGF 1133T)
Campione di traccia fossile.
Valle della Marnia, presso Reggello, Toscana.
Età: Cretaceo superiore.
Foto Saulo Bambi, Museo di Storia Naturale.
Università degli Studi di Firenze